Wat Traimit, il Buddha d'oro e soi Nana

By alex ercolesi - sabato, febbraio 08, 2020


 Il suo nome precedente era Wat Sam Chin Tai, un piccolo complesso templare anonimo di cui non si conosce una datazione certa ma quello che è certo è che non era  mai stato particolarmente interessante sia dal punto di vista storico che archittettonico fino a quando non accadde qualcosa d’incredibile.





Quando nel 1767 i Birmani invasero e poi distrussero Ayutthaya per salvaguardare  una enorme statua in oro massiccio raffigurante il Buddha si decise di ricoprirla con un grosso strato di stucco poi dipinto e rifinito con intarsi e pezzi di vetro colorati. Questo stratagemma la fece passare inosservata agli occhi dell’invasore e così rimase anonima tra le rovine di Ayutthaya fino a quando il Re Rama I creato il nuovo Regno di Rattanakosin nel 1801 ordinò che tutte le statue raffiguranti il Buddha e abbandonate nel vecchio Regno di Ayutthaya  fossero portate a Bangkok, la capitale del nuovo Regno e alloggiate nei nuovi templi in costruzione.
Successivamente durante il Regno di Rama III (R1824-1851) la statua del Buddha ancora nascosta dallo stucco fu allocata nel Wat Chotanaram nel quartiere Cinese ma più tardi questo Tempio cadde in rovina e alla sua chiusura  nel 1935 la statua fu depositata in un magazzino adiacente al Wat Traimit  perchè a quel tempo non aveva un edificio abbastanza grande per accoglierla.  Nei successivi 20 anni rimase abbandonata fino a quando nel 1954 fu realizzato il nuovo edificio del Wat Traimit abbastanza grande per ospitarla e così  il 25 Maggio del 1955 mentre veniva trasportata alla sua nuova sede nel tentativo di sollevarla dalla base le corde si ruppero e la statua cadendo pesantemente a terra perse alcuni pezzi di stucco sotto il quale comparve tra lo stupore degli astanti uno strato d’oro massiccio.
A questo punto i lavori furono bloccati e con l’arrivo di esperti ed operai specializzati inizio la minuziosa rimozione dello stucco, tutto il procedimento fu fotografato e catalogato (foto e pezzi di succo sono visibili al museo) e alla fine si scoprì che l’enorme statua era formata da nove parti in oro massiccio che come un puzzle s’incastravano uniformemente tra loro quindi poteva essere facilmente smontata per il trasporto tramite una chiave speciale ritrovata nella base di gesso.
Questa scoperta avvenne in prossimità della ricorrenza dei 2500 anni dalla scomparsa di Gautama Buddha e tale coincidenza per i Thailandesi fu vissuta come un miracolo; da questo momento il Wat Traimit divenne famoso, la sua incredibile storia e la statua del Buddha d’Oro custodita al suo interno che ha il primato di essere il Buddha in oro massiccio più grande al mondo; alto 4 metri e con un peso di 5,5 tonnellate, fanno si che ancora oggi sia uno dei Templi più visitati in città.

Il Wat Traimit si trova appena fuori dalla rotonda Odeon che demarca l’ingresso Sud a Chinatown (Chinatown Gate) in Mittaphap Thai -China Rd, poco distante dalla stazione centrale e della metro di Hualamphong, da cui è facilmente raggiungibile a piedi in 5 minuti.
Apre dalle 8 alle 17,  il costo d’ingresso al tempio è 140 baht compreso il piccolo museo adiacente.



Poco distante dal Tempio, vicino a due passi e nascosto tra i vicoli delle antiche shophouse ai margini di Chinatown c’è un posto davvero incredibile, attraversando un labirinto di piante sospese, lampadari a tubo di fiori, pareti con mattoni a vista, lucine soffuse  e scricchiolanti scale in legno, si arriva al Wallflowers Upstairs , piatti internazionali e cocktail nel giardino del rooftop che apre dal tardo pomeriggio a sera inoltrata. 
Il Wallflowers è un locale molto particolare che si sdoppia: Oneday Wallflowers, un fiorista al piano terra con delicata pasticceria e caffetteria al piano superiore  (aperto dalle 9 del mattino fino a sera) e Wallflowers Upstairs, rooftop Bar con piccola cucina internazionale, birra, cocktails e DJ, al quale si accede sia dal fiorista passando dalla pasticceria da dove una piccola e ripida scala a chiocciola conduce al rooftop, sia dall'ingresso principale di soi Nana che però apre alle 18.
Il Wallflowers si trova a due passi dal Wat Traimit , in soi Nana, si avete capito bene soi Nana che fa storcere il naso a molti associandola automaticamente alla zona a luci rosse di Bangkok, ma forse è il caso di sapere chi è Nana.

La famiglia Nana sono IndoThai che hanno generato un’impero immobiliare ed alberghiero svolgendo un ruolo di primo piano nei progetti chiave e sociali della città, oggi arrivati alla quinta generazione da quando emigrarono dall’India durante il Regno di  Re Mongut  (Rama IV 1851- 1868)  vendendo sari di manifattura Indiana alla corte del Re.
Anche se già negli anni 20 del secolo scorso possedevano vari appezzamenti di terra in città credo che il propulsore della famiglia sia stato Lek Nana,  soprannominato il re dei proprietari terrieri di Bangkok, possedeva molti isolati nel quartiere degli affari e lungo la Sukhumvit Road. Sia imprenditore sia politico e fondatore del partito democratico Thailandese dopo la seconda guerra mondiale, binomio perfetto che gli ha consentito di  generare un’impero immobiliare all’apice negli anni settanta.
Persino una stazione dello skytrain ne prende il nome, Nana, in quanto è adiacente alla soi 4 della Sukhumvit resa celebre sin dagli anni settanta dal Nana Hotel e l’annesso Nana Plaza che rappresenta uno dei distretti a luci rosse della città che ha poi contagiato  tutta la soi 4, appunto denominata soi Nana, ma la vera soi Nana è a Chinatown dove  la famiglia è proprietaria di tutte le shophouse dell’isolato e per il momento ha deciso che dovranno sempre restare cosi come sono state concepite nella prima metà del ‘900, lo stesso vale per il Nana Building del 1929 in testa alla soi 43 di  Charongkrung.
Thepadia originariamente era il cognome di questa famiglia e la leggenda narra che una volta ottenuta un’udienza a corte, il capostipite decise di portare con se anche i suoi figli ma sapendo che erano dei piccoli furfanti disse loro ripetutamente “nana per favore comportatevi bene”, nana in Indiano significa bambini piccoli, il Re dove aver udito questo lo esortò a cambiare il suo cognome in Nana poiché era molto più facile da pronunciare e più adatto ai Thailandesi. 








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