Quattro passi attorno al Grand Palace

By alex ercolesi - domenica, gennaio 28, 2018


Nella zona circostante al Grand Palace ci sono parecchie attrazioni turistiche e musei (ma questo sarà un'altro post) spesso ignorate dai turisti frettolosi, la più immediata è certamente la pietra di fondazione della città:
Lak Muang City Pillar Shrine (ingresso libero aperto dalle 7 alle 18) è situato all’angolo delle mura che circondano la città Reale al margine est di Sanam Luang, è il santuario dove dimorano i potenti spiriti guardiani e padroni della città e che ospita anche la prima pietra di fondazione della città, il pilastro di legno ricoperto di foglie dorate posto il 21 aprile del 1782 da Rama I, la pietra miliare di Bangkok giacché tutte le distanze del paese partono da questo punto, quella più bassa accanto fu posta in seguito da Rama IV assieme alle immagini sacre di cinque divinità protettrici. Questo santuario è molto popolare tra i Thailandesi i quali in attesa di avere la grazia (solitamente una vincita alla lotteria oppure un affare andato a buon fine) dai potenti spiriti di Bangkok lasciano numerose offerte a seguito di meticolosi cerimoniali e quando ricevono la grazia, ripagano gli spiriti sponsorizzando spettacoli di danza tradizionale nel santuario.



Wat Ratchapradit (ingresso libero, aperto dalle 8 alle 18), si trova a ridosso del Grand Palace di là dalle mura Reali a Est che danno su Sanam Chai Road, attraversando il parco Saranrom Park alle spalle del quale sull’angolo tra la Sanarom Alley e la Rachini Alley c’è questo tempio secondario poco visitato edificato nel 1864 da Rama IV che si caratterizza per una fusione di stili architettonici che si nota già dal fatto che sia il padiglione Viharn che il Chedi sono completamente rivestiti di tessere di marmo dalle tonalità grigie che gli donano un aspetto inconsueto, al suo interno ci sono interessanti dipinti cerimoniali tra cui quello dell’altalena gigante.


Wat  Ratchabophit (nome ufficiale Rajabopit) e Royal Cimitery, (ingresso libero, aperto dalle 8 alle 17) si trova appena di fronte al Wat Rachapradit, si raggiunge attraversato il ponticello pedonale sul canale al di la del quale la strada prende il nome di Atdasang Road, questo complesso templare è poco visitato, esso fu edificato da Rama V nel 1869, la sua particolarità è nella forma semicircolare che avvolge il Viharn e il Bot (i padiglioni più importanti in un tempio) i cui muri esterni sono rivestiti da coloratissime maioliche e i portici ornati con insoliti festoni, esso ha molti edifici interessanti tra cui spicca Ubosot (Bot) totalmente ispirato ai romanzi gotici Veneziani e monumenti funebri in stile gotico e rinascimentale poiché fu progettato dall’ingegnere Italiano Carlo Allegri alla corte del Siam. Interessante ma poco visitato è anche l’adiacente Cimitero Reale dove tra ordinati e freschi vialetti circondati dal verde sorgono tombe monumentali dove sono conservate le ceneri di membri di alto livello della famiglia Reale vicini a Rama V, le tombe riproducono templi o cattedrali in miniatura, alcune di esse sono sorvegliate da colorati soldati Inglesi di un’epoca passata intarsiati nei portali.


Sanam Luang la cui traduzione vuol dire “terreno Reale” è una grande distesa verde di forma ovale che si estende nella zona più storica e popolata di turisti di Bangkok, ma paradossalmente è un luogo vuoto di gente, confusione e bancarelle che contraddistinguono questa parte della citta, un luogo surreale, solo spazio ordinato e silente ma pronto a trasformarsi in una bolgia umana cosi come accadeva il 5 Dicembre quando si celebravano i compleanni del compianto Re Bhumibol, oppure secondo gli eventi culturali o festività Nazionali quando si trasforma in una grande fiera cittadina, ad esempio tra Marzo e Aprile con il festival degli aquiloni o il 31 Dicembre per i festeggiamenti di fine anno, inoltre Sanam Luang è utilizzato allo scopo per il quale fu concepito da Rama I ossia le celebrazioni funebri di alti membri della Famiglia Reale e successivamente per la cerimonia dell’Aratura che si svolge a Maggio prima della semina dei campi, voluta da Rama IV a cui si deve anche l’attuale nome e la sua multifunzionalità perché prima di allora si chiamava Thung Phra Men, “campo per la cremazione Reale”, ed era utilizzato solo a tale scopo.



Wat Mahathat e mercato degli amuleti
 Ingresso libero, aperto dalle 7 alle 17, molo di arrivo via fiume è il Tha Maharaj con la Tourist Boat oppure il Tha Chang con il battello di linea; Tha Chang vuol dire molo degli elefanti perché in passato in questo luogo venivano a fare il bagno gli elefanti Reali, Il Wat Salak era un antico tempio risalente all’epoca del Regno di Ayuttahya, il suo attuale nome lo deve a Rama I quando nel 1803 ne fece residenza di un capo monaco. Questo complesso templare si trova in Thanon Maharat tra la famosa Tammasat University baluardo di idee liberali e la Silpakorn University fondata da Corrado Feroci (o il dipartimento di belle arti dal lato di Sanam Luang) e si estende in maniera disordinata su una superfice di 20 acri il cui perimetro arriva anche sul lato ovest di Sanam Luang dove ci sono altri ingressi al complesso, in termini di bellezza architettonica questo tempio non ha nulla da mostrare ma per i Buddhisti è un luogo molto importante perché è la sede del Buddhismo Theravada cioè la corrente praticata in Thailandia, qui si possono approfondire e studiare tutti gli aspetti della religione Buddhista, dalla lettura dei testi sacri fino alla meditazione poiché questo Wat è sede della Mahachulalonkorn University che ha un ruolo centrale nello studio del Buddhismo e della meditazione vipassara cioè una visione interiore, in questo luogo ha sede anche International Buddhist Meditation Centre dove si tengono corsi di meditazioni e lezioni in lingua Inglese frequentati da molti stranieri.
Il Wat Mahathat per i turisti invece è famoso solo per il mercatino degli amuleti, oggetti sacri e profani o di uso quotidiano per i monaci, che si svolge durante i fine settimana in questa zona, oppure per le bancarelle di talismani, piccoli falli di legno, pendagli, statue divine alternate alle piccole botteghe che vendono unguenti vari e medicine tradizionali Thailandesi a base di erbe secondo la tradizione Ayurvedica che affollano Thanon Maharat ed i vicoli adiacenti dove l’aria è pervasa di un odore arcaico, strano e misterioso che non si riesce bene a definire ma che ci ricorda qualcosa che appartiene al nostro passato o forse a una delle nostre vite precedenti.
L’articolo predominante di queste bancarelle sono i talismani che riproducono l’effige di Buddha, divinità o di celebri monaci, potenziali acquirenti li esaminano con la stessa perizia e cura con la quale un gioielliere valuta un diamante, infatti, alcuni di essi sono rare antichità ed hanno un valore che potrebbe arrivare anche a un milione di Baht, questi talismani sono oggetti molto diffusi tra i Thai perché gli è attribuito il potere di proteggere chi li indossa.



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